II lino viene coltivato sia per la produzione di semi che ottenere una fibra molto pregiata, morbida, flessibile e resistente. In quanto fibra naturale, il lino possiede delle caratteristiche anallergiche e favorisce il benessere dell’organismo.

Date le sue caratteristiche di morbidezza, di immediato assorbimento ed evaporazione dei liquidi, dell’eliminazione più rapida del calore e dell’umidità, il lino è particolarmente indicato non solo nella cura delle allergie, ma anche nella loro prevenzione e nell’igiene personale in genere.

Questa qualità è stata confermata dagli studi che hanno dimostrato come le lenzuola in lino offrano una incomparabile qualità del sonno per effetto del potere assorbente e della freschezza permanente.

Ed è il lino, la fibra naturale più antica mai a primeggiare nelle collezioni Zanotto Nives, reinterpretando, in un connubio tra tradizione, ricerca all’avanguardia e tecnologie moderne, uno stile assolutamente contemporaneo.Particolarità intrinseca dei prodotti Zanotto Nives è l’uso del colore, soprattutto sul lino, quasi un’eresia per una materia prima preziosa ed esclusiva, usata normalmente solo nel bianco e naturale.

I colori classici vengono accostati a varianti modaiole, inusuali nella biancheria per la casa, vicini invece all’arredamento e all’abbigliamento; accanto ai bianchi e ai colori naturali, ci sono le gamme dei gialli e arancioni fino ai rossi intensi e bordeaux, dai rosa lavanda fino ai melanzana, dai corda ai tabacco e poi ci sono i verdi, i blu, i grigi.

Le collezioni sono morbide, disinvolte e trasmettono uno spirito di vissuto; con gamme cromatiche tra loro intercambiabili e stili comuni, sono personalizzabili e lasciano la libertà di interpretare il prodotto. I tessuti sono pratici, studiati per garantire una manutenzione semplice con lenzuola e tovaglie in lino che non richiedono di essere stirate.

“Il lino è raffinato, bello, naturale, intramontabile – racconta Nives Zanotto – ma, sino ad oggi è stato un lusso.

Il mio sogno è che non sia più un piacere per pochi”.